Il miracolo del Corpus domini

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Era il 6 giugno del 1453 e a Torino, qualche minuto prima delle cinque pomeridiane, nella piazza dove si teneva il mercato del grano, oggi piazza Corpus Domini, comparvero alcuni uomini che trascinavano un mulo (alcuni parlano di un’asina) che sembrava molto recalcitrante nel proseguire sulla sua strada.

La povera bestia, ad un tratto, inciampò, cadde a terra e non ne volle più sapere di rialzarsi…

L’uomo che conduceva l’animale imprecò e cominciò a colpirlo con calci e pugni ma senza esito.

Improvvisamente da una bisaccia sistemata sul dorso del mulo cadde una valigia che urtando contro il selciato si aprì. Dalla valigia uscì un vaso d’argento da cui si staccò un’ostia che si librò in aria rimanendo poi inspiegabilmente sospesa. L’ostia sembrava un piccolo sole ed emanava raggi abbaglianti.

Qualcuno si mise ad urlare ed iniziò ad accorrere molta gente. Il vescovo fu avvisato mentre l’ostia continuava a rimanere inspiegabilmente sospesa in aria.

Arrivò quindi il vescovo, Ludovico di Romagnano che pregò intensamente affinchè l’ostia, rimasta in aria, scendesse nel calice che il sacerdote porgeva. E l’ostia lentamente scese e si depositò nel calice.si scoprì che l’ostia era stata trasportata fino a Torino come bottino di un furto sacrilego compiuto dagli uomnini che trascinavano il mulo nei pressi di Exilles durante il saccheggio ad opera di alcuni soldati.

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I ladri, approfittando della gran confusione riuscirono a scappare.

Si hanno i nomi di numerosi testimoni del miracolo registrati in un documento autenticato da un notaio e nell’archivio della confraternita dello Spirito Santo si conserva una relazione del fatto.

In quella piazza, ossia piazza Corpus Domini, venne poi edificata l’omonima chiesa nel 1603.

All’interno della basilica del Corpus Domini, oltre ad una lapide e alcuni pregevoli dipinti che commemorano il miracolo, vi è una cancellata che circoscrive il punto esatto dove avvenne il fatto miracoloso.

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Ma non è tutto perché c’è un particolare rilevante che unisce questa chiesa al Cottolengo. Proprio qui, infatti, Giuseppe Benedetto Cottolengo canonico al Corpus domini, il 2 settembre del 1827, ebbe l’intuizione dalla quale scaturì l’istituzione indissolubilmente legata al suo nome.

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Ma di questo lo racconteremo in un altro articolo…

 

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