Il Balsamo di Gerusalemme della Regia Farmacia Schiapparelli di Torino

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Il Balsamo di Gerusalemme della Regia Farmacia Schiapparelli di Torino, è divenuto leggendario nel XIX secolo, quando ne decantarono le lodi personaggi di levatura storica quali Cammino Cavour, Quintino Sella, Urbano Rattizzi ed altri ancora. Cosa aveva tanto colpito queste facoltose ed eminenti persone, da rendere così importante per loro l’assunzione della bevanda? Indubbiamente, le straordinarie e miracolose proprietà salutari e benefiche che il balsamo di Gerusalemme offriva a tutti coloro che potevano permetterselo…

La Regia Farmacia Schiapparelli è famosissima, in quanto fornitrice della Casa Reale, erede di una spezieria del XVI secolo che fu acquistata nel 1824 dal dottore in chimica Giovan Battista Schiapparelli. Fu lui a trasportarla successivamente nella sede attuale, in via XX Settembre, dove ancora oggi si può reperire il balsamo di Gerusalemme. Qui si possono ancora ammirare mobili in noce ottocenteschi, stemmi a fuoco su vetro dei principi di Savoia, vetrate a cattedrale e vasellame prezioso. Un tempo il retrobottega di questa farmacia era il ritrovo degli intellettuali e dei carbonari che gustavano gli speciali elisir della casa come il rinomato balsamo di Gerusalemme, che venne descritto come “un elisir dallo strano odore, definito da alcuni esperti come odori di fiori sfatti accanto a bambini morti”, oppure “sentore di incenso”, secondo alcuni “panacea infallibile per ogni malanno”, per altri “semplice aperitivo/digestivo”.

Molto probabilmente, come è stato anche storicamente acclarato, il balsamo (così definito per via dell’origine etimologica della stessa parola, che in semitico significava ‘olio profumato o aromatizzato’) proveniva da un’antica ricetta del 17° secolo, quasi certamente di derivazione alchemico/spagirica, prodotta già nell’antico Monastero Francescano di San Salvatore a Gerusalemme. In questo luogo, padre Antonio Menzani di Cuna, farmacista e studioso francescano in seno alla comunità, rinvenne quasi casualmente la ricetta del balsamo, ricetta che appariva chiaramente molto vetusta e ben studiata dal suo ideatore.

Esistono alcuni testi in lingua inglese che trattano della storia e della formula del ‘balsamo’, i cui ingredienti paiono necessariamente essere: il franchincenso (boswellia), la mirra, l’aloe ed il lentisco. Combinati secondo una preparazione spagirica, questi quattro elementi garantirebbero un effetto fortemente antinfiammatorio, ossigenante, antiossidante, antisettico e rimineralizzante.

The Jerusalem Balsam is a multi-use,Il balsamo di Gerusalemme è un rimedio multiuso, very effective herbal remedy.molto efficace, a base di erbe. If you Se si have a cold, the flu or other common illness, the Jerusalem Balsam will help your body defeat it.ha il raffreddore, l’influenza o altre malattie comuni, esso aiuterà il corpo a sconfiggerlo.If you are dealing Se si hanno problemi di pelle, è una cura naturale inestimabile. Inoltre, aiuta a rafforzare il sistema immunitario e garantisce una miglior vigoria del corpo umano.

your problem.Nel corso della sua epoca d’oro, il balsamo era considerato una cura miracolosa. It was used both externally (for wounds) and internally, by swallowing (for prevention and treatment of infectious diseases, abdominal pain, intestine worm, hemorrhoids, headache, dizziness, ear and teeth pain and more). È stato usato sia esternamente (per le ferite) che internamente, per ingestione (per la prevenzione ed il trattamento delle malattie infettive, per il dolore addominale, per i vermi intestinali, per le emorroidi, per il mal di testa, per le vertigini, per il mal di denti e molto altro).

Come accennato, era stimato una medicina vera e propria, di grande efficacia, probabilmente per merito della sua enigmatica preparazione, che tutt’oggi è ufficialmente segreta. È plausibile che la sua composizione riguardasse precise operazioni alchemiche per l’estrazione dell’anima e dello spirito delle piante in questione, così da ottenere la ‘quinta essenza’ di esse: mescolandole nelle rette proporzioni, i tre principi alchemici della Natura (zolfo, sale e mercurio) avrebbero dato vita ad questo rimedio fitofarmaceutico.

Uno sguardo storico.

Un importante fattore che ha contribuito all’introduzione della medicina europea nella Terra Santa fu l’attività francescana, condotta ad Acro, Nazareth, Betlemme e specialmente Gerusalemme. Nel diciassettesimo e diciottesimo secolo, la perizia dell’operato del centro medico francescano a Gerusalemme evidenza il fiorire di questa istituzione religiosa nella varietà di medicazioni, che poi furono rese disponibili in tutto il mondo: un entourage di farmacisti certificati addestrò altri medici in Europa ed esportò un’attrezzatura medica moderna. Il convento francescano, che al tempo serviva gratuitamente i bisognosi di ogni religione di rimedi farmaceutici, aveva anche a sua disposizione una biblioteca contenente un patrimonio di letteratura medica e professionale invidiabile. Si applicarono tecniche nuove in medicina generale e militare in particolare.

Uno dei suoi membri più eminenti era il monaco Antonio Menzani da Cuna, che servì come medico e farmacista a Gerusalemme per 43 anni (1686-1729).

La farmacia divenne famosa per le sue medicine innovative, specialmente per il balsamo di Gerusalemme, generato da una formula segreta e contenente quaranta diversi ingredienti medicinali, i cui fondamentali sono stati già menzionati.

Uno sguardo più tecnico.

Il ‘Mastice di Chio’ uccide le cellule cancerose del colon. Il mastice, che altro non è se non la resina del lentisco, fin da antichi tempi, era usato e conosciuto presso le culture del Mediterraneo come antisettico ed antiossidante; una masticata sanava le gengive e dolcificava l’alito, oltre ad essere un aromatizzante di cibi e bibite tradizionali. Inoltre, era un rimedio per il mal di stomaco, l’indigestione e le ulcere. Il valore medicinale più potente del mastice di Chio era la sua formidabile azione contro batteri intestinali, il cui più famigerato esempio è l’Helicobacter Pylori, silenzioso organismo responsabile delle ulcere e delle gastriti. Questa piccola cimice sporca che infetta rudemente moltissime persone, è l’agente causante e primario della gastrite cronica (infiammazione cronica dello stomaco) e delle ulcerazioni gastroduodenali, collettivamente note come ulcere peptiche.

La maggior parte delle persone infettate da questo batterio non sviluppa completamente le ulcere, ma il suo potenziale è sempre là annidato ed il modo più sicuro di impedirgli l’attivazione attivato è la terapia eradicante, basata su moderni antibiotici. Per disinfettare bene il nostro apparato digerente, l’athanor alchemico che ogni essere umano possiede, bisogna curare tutta la sua interezza, che ovviamente include anche la bocca ed il cavo orale: è qui che inizialmente alberga la cimice, che poi si instrada verso lo stomaco e l’intestini per infettarli e non c’è nessun modo di impedire al batterio di spostarsi su o giù lungo l’esofago.

Anche se non è certo che l’helicobacter provochi il cancro allo stomaco o all’intestino, esso è associato fortemente a questa malattia terribile: gli individui infetti, scientificamente parlando, sono da tre a sei volte più soggetti a contrarre il cancro allo stomaco rispetto a coloro che non sono infettati.

Un accenno alla ricetta.

Il Balsamo di Gerusalemme Contiene Mastice di Chio. Le resine appiccicose, come franchincenso, mirra, e lentisco, che trasudano dai certi tipi di alberi sempreverdi, sono usate da molto tempo come medicine chiamate appunto balsami. Essi sono fragranti a causa dei petroli aromatici ed acidi che contengono e si usano anche estesamente come incensi e profumi. Anche se possono essere rinvenute in tutto il mondo, la loro storia testimoniata comincia nel Vicino Oriente, dove per migliaia di anni sono state usate in ambito officinale.

Una squadra di scienziati e di studiosi israeliani ha recentemente ricreato la formulazione dei quattro ingredienti fondamentali del balsamo di Gerusalemme, così da poterlo esaminare per le sue proprietà medicinali. Ecco gli ingredienti, inclusi i nomi botanici, come ora sono conosciuti:

Franchincenso (specie di Boswellia) – 6 once

Mastice di Chio (Lentiscus Pistacia) – 4 once

Aloe (specie di Aloe, probabilmente ‘aloe vera’) – 3 once

Mirra (specie di Commiphora) – 1 oncia

Questi ingredienti sono stati macerati in 96 once di alcol distillato dal vino (aqua vitae, acqua di vita, come ben sapevano gli alchimisti) e l’estratto è stato usato come una medicina per i diversi generi di indisposizione menzionati sopra.

Gli scienziati israeliani hanno così duplicato la formula che usa campioni dalle specie delle piante più probabilmente usate originariamente. Gli esperimenti di laboratorio sugli animali hanno quindi rivelato che il balsamo di Gerusalemme possiede proprietà altamente e significativamente antinfiammatorie, antibatteriche ed antiossidanti. La scienza moderna ha così confermato il valore medicinale di un rimedio che era popolare e noto come una panacea in tutta l’Europa ed il Vicino Oriente per circa due secoli. Sfortunatamente, è comunque impossibile sancire quali ingredienti siano i responsabili assoluti degli effetti: probabilmente, come volevano gli antichi ‘filosofi della natura’, è la combinazione e la loro tintura essenziale finale a conferire al balsamo queste caratteristiche estremamente salutari per l’organismo umano.

(a cura di Paolo Pulcina)

 

 

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